La MAG a Kyoto con la mostradiffusa di Max Papeschi

Dopo la prima inaugurazione di mercoledì 18 all’Istituto italiano di cultura di Osaka, ci siamo tutti preparati alla seconda parte della #mostradiffusa di Max Papeschi in terra nipponica programmata per il 20 Novembre a Kyoto dove ha sede la nostra storica galleria partner, la Tomo Gallery. La galleria diretta dal mio socio e posso anche affermare fratello giapponese, Tomoharu Aoyama, è situata in zona centralissima, di fronte al Palazzo Imperiale, meta molto frequentata da turisti di tutto il mondo e dal pubblico nazionale. Il Palazzo Imperiale, che risale al 1700, fu residenza dell’Imperatore fino a poco dopo la metà del XIX^ secolo, quando si spostò la residenza a Tokyo. È aperto solo in alcuni giorni della settimana, in orari prefissati ed è visitabile gratuitamente per i turisti, ma solo su prenotazione all’ufficio addetto. Il parco invece è sempre aperto e solo questo meriterebbe la visita, con i suoi alberi secolari di canfora, i giardini di ciliegi e le innumerevoli specie di piante ed alberi. Tornando agli aspetti professionali di questo lungo viaggio, il giorno seguente alla prima inaugurazione sono tornato a Osaka invitato dal Sig. Console Generale d’Italia, Dott. Marco Lombardi, il quale messo a conoscenza dall’ufficio dell’Istituto Italiano di Cultura, dell’enorme sforzo fatto in relazione alla diffusione dell’arte italiana in Giappone, mi ha convocato per conoscermi. Per ovvi motivi non scriverò i dettagli del nostro piacevolissimo incontro, ma posso anticipare che mi ha offerto di poter inserire attivamente il Consolato Generale d’Italia di Osaka nell’organizzazione dei progetti del prossimo 2016, non solo come Patrocinio, che gentilmente già ci concedevano, ma nella gestione di alcuni rapporti istituzionali e commerciali con importanti realtà pubbliche e private del Kansai. Potete immaginarvi la mia felicità! Tra l’altro posso annunciare che abbiamo in cantiere un progetto comune legato al tema dell’acqua che coinvolgerà il #magartist Marco Nereo Rotelli (già esposto più volte a Como alla MAG) e che interesserà gli Stati Uniti, la Cina ed il Giappone. Concluso il meeting con il Console, ne è seguito un altro con il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Dott. Stefano Fossati, sempre all’interno della Festival Tower di Osaka, con il quale abbiamo fatto il check sul lavoro fatto finora e allineato alcune divergenze che si sono venute a creare, per colpa di fraintendimenti linguistici, tra italiani e giapponesi, ma che ora si sono risolte e anzi sono servite per ribadire l’interesse di tutti a lanciare l’arte italiana in Giappone. Con grande soddisfazione posso anche dire che a conclusione del meeting sono stato nominato General Manager delle operazioni future, darò il mio meglio garantendo la mia serietà e disponibilità alla realizzazione di tutti i progetti del 2016. Tornato a Kyoto, abbiamo iniziato l’allestimento della mostra dal titolo From Hiroshima with Love, seconda tappa della #mostradiffusa di Max Papeschi Japan show. Lavorare in team è sicuramente più facile e produttivo che da solo come da mia abitudine, e con l’aiuto di Max, Flavia e Daniela, per sera avevamo finito l’allestimento e potevamo concederci una cenetta rilassante. Nell’allestimento erano previste sette opere storiche dell’artista, tutte dichiaratamente ispirate alle vicende politiche in Estremo Oriente, tra le quali appunto From Hiroshima with Love, Duck eats Duck e It’s not a Dinner Party, oltre ad altre otto di denuncia del consumismo occidentale e delle potenze economiche e politiche; ma a sorpresa l’artista ha voluto fortemente inserire due inedite al mondo, tratte dal video da lui prodotto ed in prossima uscita, della famosa rock band californiana DEVO! Il giorno dell’inaugurazione, venerdì 20, tutto era pronto, quindi relax passeggiando per Kyoto alla scoperta di templi buddisti e shintoisti fino alle 18:00 quando siamo tornati in galleria per “aprire le danze”. Nel frattempo, nel pomeriggio, Max è stato immortalato dalla stampa locale mentre stringeva la mano ad un famoso, almeno qui, attore giapponese, una vera star nipponica. La serata dell’inaugurazione è andata fin troppo bene ed al di sopra delle mie aspettative, il grande lavoro promozionale fatto da tutto il gruppo dall’Italia, da Tomoharu e dall’ Istituto in Giappone, ha portato tantissime persone interessate, tra cui anche giornalisti e giovani artisti; in molti hanno voluto esprimere il loro affettuoso benvenuto e ringraziamento all’artista donandogli del tipico sakè locale. Naturalmente la gran parte dei nostri ospiti era giapponese ma é stata piacevolmente una sorpresa accogliere diversi nostri connazionali “adottati” dal paese nipponico soprattutto per motivi professionali, non é stata solo un’inaugurazione, ma anche una festa multietnica che si é protratta fino ad ora tarda, cosa non così usuale qui. Durante la serata ho fatto amicizia con un artista americano che vive a Kyoto da tanti anni, Daniel Kelly con cui il giorno seguente abbiamo degustato un ottimo pranzo Thai in un tipico ristorante vicino alla Gallery Tomo, poi quattro passi dentro il parco imperiale che ci hanno condotto in un quartiere che,nonostante la vicinanza, non avevo mai visto in tanti viaggi a Kyoto. Daniel è stato molto simpatico e disponibile, ci ha fatto visitare la sua casa che potrei definire un mix tra lo stile giapponese e californiano e poi lo studio poco distante dove abbiamo potuto ammirare i suoi lavori, da quelli datati 1970 fino ai più recenti ed in progetto. Lui applica la pittura iperrealista (americano) a dei supporti ricercati in oriente, dai vassoi in bambù giapponese a carte spessissime Thailandesi fino a tele grezze cinesi. Tutti i suoi lavori sono di forte impatto e capisco il perché lavora molto tra Londra, New York e Tokyo. Chi lo sa se riusciremo a portarlo anche in Italia…

La MAG a Kyoto con Max Papeschi alla TOMOGallery - 2015

La MAG a Kyoto con Max Papeschi alla TOMOGallery – 2015

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La MAG a Kyoto con Max Papeschi alla TOMOGallery – 2015

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La MAG a Kyoto con Max Papeschi alla TOMOGallery - 2015

La MAG a Kyoto con Max Papeschi alla TOMOGallery – 2015

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